Terremoti: tra psicosi a Roma e sisma in Spagna

Roma distrutta dal terremoto l’11 maggio non è una profezia, ma una bufala. Eppure la scossa che ha devastato la regione meridionale della Spagna fa pensare a molti che qualcosa di vero ci fosse.

Non è così. Giampaolo Giuliani, il sismologo che aveva previsto il terremoto del 6 aprile 2009 all’Aquila e che per questo fu anche denunciato per procurato allarme, è uno studioso di Raffaele Bendandi, commenta le due scosse di terremoto che hanno colpito la cittadina di Lorca, in Spagna: “Non ho gli strumenti adatti per monitorare una zona che si trova a duemila chilometri di distanza. Ma posso certificare, in base ai carteggi che possiedo, che Bendandi non aveva previsto alcun terremoto a Roma l’11 maggio”.
Giuliani, che ha creato un’omonima fondazione per continuare i suoi studi sul Radon, il gas che nasce dall’Uranio 238 e fuoriesce dai movimenti del sottosuolo, si dice un appassionato studioso di Bendandi, noto come “l’uomo dei terremoti” , per le sue analisi basate sul fatto che “la luna, con il suo effetto mareale agisce sui movimenti della crosta terrestre”.
Spiega Giuliani: “E’ vero, Bendandi indica una forte scossa in questa primavera: ma il 10 giugno 2011″, non l’11 maggio. Di fatto, comunque a Roma “Non c’è stato alcun rilevamento particolare di Radon”, dichiara il sismologo.
Di più. “Il mio interesse per Bendandi nasce da uno studio sulle possibili correlazioni tra i precursori sismici” racconta Giuliani -. Bendandi ebbe un’intuizione geniale, oggi riconosciuta dalla scienza: l’effetto mareale della luna che produce sulla terra può essere una possibile causa di un terremoto. Allo scienziato romagnolo mancava però un dato importante, che gli venne contestato già a suo tempo: la longitudine. In quelle condizioni è molto più difficile calcolare un epicentro”.
Così, anche la previsione che avrebbe dato il via ai timori di molti cittadini romani ha una sola coordinata: 36 gradi di latitudine”. Potrebbe essere ovunque, anche in mezzo al mare, sul bacino del Mediterraneo. Ma la Spagna è un’altra storia e se una lezione c’è, è che sui terremoti c’è poco da scherzare.