Risolvere equazioni? basta una foto con lo smartphone

PhotoMath è l’applicazione che risolve le equazioni automaticamente inquadrando il libro. L’app Android e iOS per risolvere i problemi di matematica con la fotocamera.

Risolvere equazioni? basta una foto con lo smartphone

PhotoMath è il sogno di qualsiasi studente di matematica. Infatti questa applicazione per Android e iOS è in grado di risolvere le equazioni semplicemente inquadrandoli con la fotocamera dello smartphone.

PhotoMath è nata due anni fa ed è diventata una delle app dedicate al mondo della matematica più popolari al mondo con oltre 30 milioni di download, svariati premi, ottime recensioni e la riconoscenza di tanti studenti di matematica.

Risolvere equazioni? basta una foto con lo smartphone

Ma come funziona  l’applicazione Photomath? Basta inquadrare con la fotocamera del proprio smartphone l’equazione, l’espressione aritmetica o la frazione riportata sul libro e della quale si vuol trovare la soluzione. Il resto lo fa la stessa applicazione. PhotoMath, infatti, fornirà automaticamente la soluzione del problema.  

PhotoMath è in grado di risolvere in tempo reale:

  • frazioni
  • equazioni lineari (vale a dire con coefficiente dell’incognita uguale ad 1)
  • equazioni di secondo grado
  • potenze e radici (anche con indice maggiore di due)
  • espressioni aritmetiche (somma, differenza, prodotto, divisione)
  • sistemi di equazioni
  • disuguaglianze
  • polinomi
  • semplici problemi trigonometrici

Ma PhotoMath non si limita solo a mostrare la soluzione. Consente anche di visualizzare passo passo tutte le operazioni eseguite per arrivare al risultato. Invece di indicarti esclusivamente il risultato, PhotoMath ti fa vedere infatti tutti i passaggi prima della soluzione.

Photomath - Calcolatrice
Developer: Photomath, Inc.
Price: Free+

MicroBlink ritiene che l’app PhotoMath possa aiutare gli studenti nella comprensione della matematica, mentre i genitori possono verificare i compiti a casa dei loro figli. Ma gli insegnanti potrebbero essere costretti a sequestrare gli smartphone prima di un compito in classe.