Film Online: Il cinema “entra” nel mondo streaming

Film Online: Il cinema "entra" nel mondo streaming

Se funziona, sarà un terremoto. Il primissimo esperimento lo tenterà Palomar, la società di produzione di Carlo Degli Esposti, con il film in uscita di Gianluca Maria Tavarelli “Una storia sbagliata”, Isabella Ragonese e Francesco Scianna nel cast. L’idea è semplice: fare della sala cinematografica il gestore, entro un’area di 15 Km, dello sfruttamento parallelo in streaming del film che ha in programmazione.

Nell’era digitale pretendere che la sala resti l’unico luogo di fruizione cinematografica significa fare una battaglia corporativa e di retroguardia. Scaricare un film in streaming significa spendere la metà del costo del biglietto. Che sia dunque la sala a farsi tramite del nuovo mercato, allargandosi da sala “fisica” a sala “virtuale“. Secondo l’accordo trilaterale concluso da Palomar con la piattaforma My Movies e un primo nucleo di sale, l’esercente incasserà 1.30 euro sui 3.99 che si pagano per vedere il film in streaming, vale a dire il 40% al netto Iva. Questo a titolo di risarcimento per il potenziale mancato incasso.

Verrebbe a cadere in questo modo il conflitto tra il tradizionale modo di consumo del cinema (finora arroccato su se stesso) e il nuovo sistema che sta inesorabilmente prendendo piede: una piccola rivoluzione. Dal 4 giugno “Una storia sbagliata” sarà, per la prima volta in Italia, disponibile in contemporanea in 60 sale e in TVoD (Transaction Video on Demand).

Grazie alla “geolocalizzazione” dell’utente (parola indigesta ma meccanismo elementare) la piattaforma Web riconoscerà la sua quota all’esercente che abbia in programmazione l’opera in quella “macrozona”. Il mercato digitale, secondo i “pionieri” di questa formula, può diventare grazie al passaparola un importante alleato e acceleratore della fruizione in sala.

Per uscire dal “tecnichese” si cerca di fare i conti con un problema drammatico. L’Italia produce sempre più film a budget sempre più bassi.

Una percentuale risibile di questi film arriva in sala, e quando ci arriva viene smontata dopo il primo week end. O smettiamo di produrre film che tanto finiscono maciullati tra i blockbuster Usa o cerchiamo di farli vedere. “Dobbiamo trovare un modo nuovo per far vedere i film, nuovi canali per convogliare il pubblico sulle opere che hanno meno forza sul mercato“, ha detto oggi il regista Tavarelli, che tanto per dire questo film lo ha girato più di due anni fa.

Primi ispiratori del progetto, sostiene Carlo Degli Esposti di “Palomar”, sono stati per lui i ragazzi del Cinema America (che a proposito verranno premiati domani dal SNGC, il sindacato dei Giornalisti Cinematografici ). “Sono stati loro a spiegarci nel modo più efficace che il cinema deve essere partecipato e il pubblico deve diventare protagonista , non solo fruitore “.

Fonte: Huffingtonpost